È una delle più importanti realtà culturali siciliane, nata nel 2010 per «tutelare e valorizzare il patrimonio artistico, monumentale e culturale della Città metropolitana di Palermo». Sotto la sua “ala” ha due autentici gioielli del capoluogo dell’Isola, il Palazzo Sant’Elia, in via Maqueda, e il Loggiato di San Bartolomeo.

Su input del sindaco Leoluca Orlando, che ne è anche il presidente, rappresenta un “laboratorio” comune di realtà quali la Fondazione Teatro Massimo, l’associazione Teatro Biondo, il Conservatorio di Stato Scarlatti, l’Accademia delle Belle Arti e l’Università di Palermo. E adesso, per la prima volta da quando è stata costituita, la Fondazione avrà nel suo comitato tecnico scientifico un messinese.

Luciano Fiorino è ormai palermitano “d’adozione”, da quando è stato scelto per far parte del consiglio d’indirizzo della Fondazione Teatro Massimo. Adesso il “bis”, con una nomina voluta proprio dal sovrintendente della fondazione. Per Fiorino, ex presidente del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, per due anni responsabile dell’Unità Staff eventi e promozione dell’Università di Messina e attuale capo ufficio stampa del Consorzio Autostrade Siciliane, una nuova soddisfazione in quella che nel 2018 è stata la capitale della cultura italiana ed è, per distacco, la capitale della cultura in Sicilia.

«La Fondazione Sant’Elia – spiega Fiorino -, con i siti di bellezza mozzafiato che gestisce, si è affermata come centro culturale di eccellenza. Le incessanti attività di promozione culturale offerte al territorio e al turismo coniugano sapientemente la valorizzazione del patrimonio culturale e artistico territoriale con una visione rigenerativa aperta verso il mondo».

Fiorino sottolinea di essere «grato al sindaco Leoluca Orlando e al sovrintendente Francesco Giambrone per la fiducia che hanno voluto concedermi invitandomi a condividere un ruolo di tale prestigio insieme ai rappresentanti delle massime istituzioni culturali pubbliche di Palermo. Con grande orgoglio e spirito di servizio, anche questa volta metterò a disposizione la mia esperienza».

Un incarico di prestigio, in una fase diversa da qualsiasi altra: «È indubbiamente un momento difficile – ammette Fiorino -, in cui cresce il valore di fare rete tra le risorse culturali ed artistiche del territorio. I due ultimi eccezionali eventi internazionali (la mostra dedicata al genio della street art Banksy e l’esposizione dei ritratti fotografici del maestro Sukita per David Bowie) come è facilmente immaginabile hanno pesantemente sofferto dell’emergenza che viviamo, ma sono certo che adesso ci accingiamo a vivere una nuova primavera che coloreremo di arti figurative, attività musicali e letterarie».

FONTE

Stampa Libera

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