In conferenza stampa il presidente Fiorino, il sovrintendente Bernava, i direttori artistici Celi e Pappalardo hanno spiegato: “Ci sono debiti per un milione e 300 mila euro, un tesoretto della gestione Ordile ormai finito, il Furs congelato ma se la politica farà la sua parte potremo farcela”. Le file al botteghino e i 1.700 abbonati fanno vedere il “bicchiere mezzo pieno”

Noi siamo una squadra ed al contrario di come accade in alcuni spogliatoi del calcio che sono divisi, siamo uniti e adesso siamo qui per dire che soltanto insieme si raggiungono i risultati. Abbiamo le file al botteghino, abbiamo triplicato gli abbonati, adesso però alla politica diciamo: uniamoci per salvare il Teatro. Arriveremo a fine stagione, nel maggio 2018, ma se la Regione, il Comune, la classe politica non farà la sua parte rischiamo di perdere tutto il lavoro fatto”.

E’ stato il presidente dell’Ente, Luciano Fiorino a sintetizzare quel che, con i numeri hanno ribadito i direttori artistici Simona Celi e Matteo Pappalardo e con un mix di amarezza e passione ha detto il sovrintendente Egidio Bernava.

Il messaggio ai naviganti è al mondo della politica che ha in mano le sorti del Vittorio Emanuele. Soprattutto a Palermo, dove, con il nuovo governo e la nuova maggioranza, si può decidere se finalmente dare pari dignità al Teatro di Messina o affogarlo nei debiti ereditati.

FONTE

Tempo Stretto

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