Il suo è stato un gesto molto più che raro di questi tempi di attaccamento alla poltrona e di sopravalutazione di sé. Eppure, Luciano Fiorino, presidente del Teatro Vittorio Emanuele, di risultati alla guida dell’Ente ne ha portati ed il suo non è un mandato in scadenza. Invece però di arroccarsi e di intraprendere polemiche o scontri ha preferito un gesto elegante e signorile: ha rimesso il mandato nelle mani del sindaco Cateno De Luca (che pure non aveva bocciato la sua gestione dell’Ente).

Ha ereditato fardelli di crisi e di casse in rosso risalenti ad anni difficili, con i rubinetti della Regione chiusi, con una mole di debiti fuori bilancio di oltre un milione e 200 mila euro, con strascichi giudiziari finiti alla Corte dei conti e in Procura, con contenziosi decennali, incomprensioni con il Dipartimento regionale, vuoti mai colmati, vertenze mai risolte.

In silenzio, senza annunci roboanti ma anche senza veleni, Luciano Fiorino, giornalista, conoscitore del mondo del teatro e dello spettacolo, ha scelto di lavorare “pancia a terra”, con le maniche rimboccate e puntando sulla fiducia nei confronti della “squadra”, quel che restava del Cda, il sovrintendente Bernava ed i direttori artistici Simona Celi e Matteo Pappalardo.

Non è tempo di miracoli a Messina, ma un faticoso rientro alla normalità è possibile.

I numeri sono dalla sua parte, e sono i numeri della “formica” che intanto pensa a sanare le falle e poi a guardare il cielo.

Il Vittorio Emanuele ha ricominciato, sia pure a fatica,a fare produzioni di lirica. Per quanto riguarda la stagione conclusa ha registrato un incremento negli incassi di oltre 122 mila euro (30.822 spettatori e un incasso di poco più di mezzo milione di euro).

Ha avviato una politica che guarda alle alleanze, ai protocolli con l’Ateneo (con agevolazioni per gli studenti, per avvicinare i giovani al Teatro) e con L’Autorità portuale, così che le porte del Vittorio si sono aperte per le visite ai crocieristi.

Le porte si sono aperte al mondo esterno con diverse iniziative (una via per la cultura, il maggio dei libri). E’ stato appena inaugurato il bookshop e l’Ente è tornato alla Bit di Milano. Infine il Laudamo show Off ha registrato notevoli presenze e ben 18 spettacoli.

Non ha mancato di fare sentire la sua voce, insieme a Bernava, nei confronti della Regione e del Comune per le inadempienze, ha lanciato numerosi appelli accorati alla deputazione. Ha difeso l’Ente. Negli ultimi tempi non sono mancate le polemiche e le incomprensioni, anche all’interno del Cda, ma nessun attacco ha mai riguardato la trasparenza della sua gestione o la correttezza del suo comportamento.

Nominato per guidare un Ente sul finire di una stagione di veleni da far impallidire i Borgia, Fiorino è stato un presidente che ha abbassato i toni e aperto davvero le porte all’esterno, per cercare sinergie e risorse.

Di fronte alle macerie ed ai debiti la prima cosa da fare era ricominciare a costruire fondamenta solide prima di poter ipotizzare un grattacielo.

E forse il miracolo suo è stato questo: ripristinare le basi.

Il suo mandato è ora nelle mani di Cateno De Luca, che potrebbe decidere di confermarlo oppure, legittimamente, come da spoil system, sostituirlo.

C’è un lavoro prezioso che è stato fatto in questi anni e che meriterebbe di essere premiato e tenuto in considerazione. Il Teatro non è fatto solo di numeri che devono quadrare ma anche di “emozioni”, di sogni, di capacità di creare soluzioni nuovi, spazi nuovi, di superare limiti che sembravano impossibili.

Forse è anche di questo che il sindaco dovrebbe tenere conto.

FONTE

Tempo Stretto

Condividere: